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Vino rosato Trosè Biologico x6 bottiglie

Il prezzo originale era: 77,94 €.Il prezzo attuale è: 67,94 €.

Vino rosa Trosè, ottenuto da Uva di Troia vinificata in rosè, esprime profumi di viola e frutti di bosco freschi, con sottili note speziate. Il palato offre una sensazione di freschezza e una struttura equilibrata, rendendolo ideale per aperitivi e abbinamenti con crostaceisalmonecarni bianche e formaggi affinati sotto vinacce d’uva.

Descrizione

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Trosè vino rosato biologico
Trosè vino rosato biologico

biofiliera cortaicona vegan

calendario Disponibile: Spedito in 1/2 giorni

 

Il Trosè: un vino rosato di carattere

Il Trosè nasce dall’uva di Troia, vinificata in rosè. Questo vino rosato fermo biologico si caratterizza per i suoi profumi di viola e frutti di bosco freschi, arricchiti da delicate note speziate. Al palato, offre una freschezza unita a una struttura ben definita. È ideale per aperitivi, accompagnando alla perfezione crostacei, salmone, carni bianche e formaggi affinati sotto le vinacce d’uva.

 

Dettagli del vino

  • Nome vino: Trosè
  • Certificato: Vino biologico
  • Denominazione: IGP Puglia
  • Premi: 3 grappoli Bibenda
  • Tipo di uve: Nero di Troia
  • Affinamento: Bottiglia
  • Alcool: 12,50% vol

 

Vino rosato: una panoramica

Il vino rosato si produce principalmente con uve a bacca rossa, ad eccezione degli spumanti rosati, che possono derivare da una miscela di uve bianche e rosse. La produzione dei vini rosati implica tecniche variabili, che influenzano l’intensità del colore. La durata della macerazione dell’uva, che può variare da poche ore a due giorni, determina la tonalità del vino. I vini rosati, meno strutturati dei rossi e non adatti all’affinamento prolungato, si consumano meglio entro pochi anni dall’imbottigliamento. Questi vini, per freschezza e versatilità, si abbinano bene a diverse preparazioni gastronomiche, rispondendo spesso a situazioni in cui vini rossi e bianchi non sono ideali.

 

La vinificazione dei vini rosati

Il processo di vinificazione del rosato inizia con la pigiatura delle uve rosse. La durata della fermentazione influisce sul colore: se le uve sono molto colorate, la svinatura avviene rapidamente per limitare l’intensità del colore. Si utilizza esclusivamente il mosto fiore per evitare che il rosato assomigli troppo ai vini rossi. La fermentazione avviene principalmente in acciaio o cemento, raramente in botti di legno. L’affinamento del rosato si conclude in breve tempo, rendendolo pronto per essere consumato pochi mesi dopo la vendemmia. Il rosato frizzante è perfetto come aperitivo, mentre il rosato classico si abbina bene con i primi piatti. La temperatura di servizio ideale è tra i 10 e 12 gradi.

 

La produzione italiana del vino rosato

In Italia, diverse regioni producono vini rosati DOC. La Puglia spicca per la sua tradizione e qualità, con rosati noti a livello nazionale. Anche l’Abruzzo e la Campania hanno una solida tradizione di vini rosati. Scendendo verso sud, la Sicilia produce ottimi rosati, soprattutto da uve Nero d’Avola e Pinot Nero. I rosati italiani, freschi e profumati, si abbinano con abilità alla cucina locale.

Trosè vino rosato fermo
Trosè vino rosato fermo

Le tecniche di produzione del vino rosato

Il successo dei rosati ha radici antiche in alcuni territori, come la Puglia e la Sicilia, e in altre regioni come il Lago di Garda e l’Abruzzo. Le tecniche principali di produzione includono:

  1. Macerazione breve: Consiste nel contatto limitato tra bucce e mosto, che determina l’intensità del colore. Le macerazioni brevi, di durata tra 6 e 12 ore, danno un colore più tenue, mentre quelle di un giorno portano a un rosato più intenso.
  2. Saignée: Questa tecnica prevede l’aggiunta di mosto da uve rosse a un mosto bianco, creando un rosato. È utilizzata soprattutto per i vini rossi e spumanti.
  3. Uve pigmentate: Alcuni rosati derivano da uve rosse a bassa tannicità e alta pigmentazione, come il Nero d’Avola e l’Ancellotta, che colorano il mosto senza macerazione.

 

I grandi vini rosati italiani

Il successo del vino rosato è frutto di tecniche consolidate, sebbene la sua popolarità sia recente. In Italia, Puglia e Sicilia sono da sempre famose per i loro rosati, competendo con le migliori produzioni della Provenza. Al Lago di Garda, il Chiaretto e in Abruzzo il Cerasuolo d’Abruzzo rappresentano eccellenze storiche.

Tradizionalmente, i rosati venivano ottenuti dalla pigiatura di uve miste. Solo dal dopoguerra, con intuizioni imprenditoriali, il rosato ha raggiunto il riconoscimento internazionale.

 

Gli abbinamenti dei vini rosati

Il rosato si adatta a vari abbinamenti, dai piatti quotidiani come formaggi e pizza a preparazioni più sofisticate come pesce e crostacei. È particolarmente apprezzato durante l’estate o come aperitivo, per occasioni speciali o cene eleganti.

 

La vendita di prodotti alcolici è vietata ai minori di 18 anni.

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